
Imparare a memoria: esercizio inutile o risorsa preziosa?
La scrittrice e divulgatrice scientifica Anna Rita Longo affronta un tema che divide genitori e insegnanti: mandare a memoria poesie o testi ha ancora senso? La risposta, supportata dalle neuroscienze e da esperti come il prof. Cesare Cornoldi, è sì — a patto di non esagerare. Lo sforzo di memorizzazione allena strategie cognitive trasferibili ad altri contesti, rafforza la memoria procedurale (quella che ci permette di agire con fluidità senza dover “ricominciare da zero”) e non è necessariamente vissuto come noioso dai bambini. Il vero problema non è la memorizzazione in sé, ma l’uso meccanico e acritico che se ne è fatto in passato. Un apprendimento equilibrato ha spazio per tutto: creatività, comprensione profonda e anche un po’ di sano esercizio mnemonico.
Fonte: AIRIPA



